Giovanni Gussone
Giovanni Gussone nacque l'8 febbraio 1787 a Villamaina (Av.).
Studiò medicina all'Università di Napoli, ove conseguì
la laurea nel 1811; fin dai primi anni degli studi universitari,
mostrò un notevole interesse verso la Botanica e, dopo
essersi laureato,
preferì
dedicarsi a questa disciplina piuttosto che all'esercizio della
professione medica.
Nel 1810, quando era ancora studente, il Gussone aveva iniziato
la collaborazione con Michele Tenore
in qualità di corrispondente per la spedizione di campioni
di piante dalla provincia del Principato Citra. Dal 1812 fu Assistente
del Direttore dell'Orto Botanico di Napoli, assumendo un ruolo
importante nell'organizzazione scientifica della nascente struttura.
Il Tenore si riferiva al Gussone utilizzando sovente espressioni
lusinghiere, chiamandolo "il mio dotto allievo"
o dicendo a proposito dei suoi collaboratori "... fra
i quali vivissima è la luce del cavalier Gussone".
Il Direttore dell'Orto napoletano espresse la stima per l'insigne
botanico di Villamaina anche dedicandogli alcune delle nuove entità
da lui descritte, in particolare Erodium gussoni Ten.,
Ornithogalum gussonii Ten. e Scutellaria gussonii
Ten. A sua volta Gussone manifestò la sua dedizione
al maestro dedicandogli alcune specie, tra cui Centaurea tenorei
Guss. ex Lacaita e Statice tenoreana Guss.
Nel 1817 Gussone fu chiamato a Palermo dal Duca di Calabria per
fondare l'Orto sperimentale e di acclimatazione di Boccadifalco,
previsto come un Istituto di applicazione della Botanica al campo
agrario. Quando il Duca di Calabria, nel 1825, salì al
trono di Napoli con il nome di Francesco I, come successore di
Ferdinando IV, fu ben chiara la Sua benevolenza nei confronti
del Gussone, il quale fu nominato Botanico di Corte nel 1827.
L'insigne studioso visse alla Corte di Napoli sino al 1860, compiendo
diversi viaggi in Italia e all'estero sia per missioni scientifiche
che in qualità di fiduciario.
L'imponente attività scientifica del Gussone è testimoniata
dalle sue numerose opere, che sono rappresentate principalmente
da lavori floristici, da relazioni riguardanti i viaggi effettuati
con Michele Tenore e dai cataloghi delle entità presenti
nell'Orto di Boccadifalco. In numerose pubblicazioni, inoltre,
sono riportate descrizioni di entità non ancora conosciute
e informazioni sulla distribuzione delle specie studiate.
Anche l'attività di Gussone sulla componente vegetale di
alcuni Siti reali non fu trascurabile. Un esempio in tal senso
è rappresentato dalla sua opera nell'isola d'Ischia e nei
parchi delle Regge di Capodimonte, di Caserta e di Portici.
Dopo il 1861, il Gussone ebbe contatti con personalità
del nuovo Regno d'Italia e fu nominato da Vittorio Emanuele II
Professore emerito dell'Università di Napoli. Morì
a Napoli il 14 gennaio 1866.
Il contributo dato da Gussone alla conoscenza della flora dell'Italia
meridionale fu notevole. Oltre a collaborare con Tenore per le
raccolte legate alla stesura della Flora Napolitana egli
studiò la flora siciliana. Un ulteriore contributo alla
conoscenza della flora del Regno fu rappresentato dalla pubblicazione
di Plantae rariores, un'indagine floristica delle coste
adriatiche e ioniche e delle regioni sannitica e abruzzese. Enumeratio
plantarum vascularium in insula Inarime è, infine,
un notevole studio sulla flora dell'isola d'Ischia nel quale sono
elencate sia le piante spontanee, alcune delle quali nuove per
la scienza, sia quelle coltivate. Il censimento delle entità
di interesse agricolo, per le quali vengono segnalate le diverse
cultivar presenti ad Ischia, è un'ottima fonte di informazione
per la conoscenza delle principali piante utilizzate a fini economici
nel periodo borbonico.
Gussone dedicò tutte le sue opere ai regnanti borbonici,
in particolare a Francesco I e, successivamente, a Ferdinando
II.
L'enorme mole di dati raccolti da Gussone durante l'esplorazione
floristica dell'Italia meridionale non è stata completamente
utilizzata nella stesura delle sue opere; infatti, molte erborizzazioni
trovano testimonianza esclusivamente negli exsiccata custoditi
presso l'Erbario del Dipartimento di Biologia vegetale della Facoltà
di Scienze dell'Università degli Studi di Napoli Federico
II.