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Breve storia degli Erbari

Fu nel XVI secolo che gli studiosi del mondo vegetale scoprirono la possibilità di conservare le piante raccolte utilizzando fogli di carta per pressarle e asciugarle da ogni residuo di umidità. Fino allora, infatti, era prevalso l'uso della raffigurazione delle piante tramite disegni che mettevano in evidenza soprattutto gli organi che erano utilizzati a scopo terapeutico.
Il più antico erbario ancora oggi conservato è custodito presso la Biblioteca Angelica di Roma e fu realizzato intorno al 1532 da Gherardo Cibo. Certamente la comparsa di questo tipo di collezioni fu legata alla rinascita della scienza, basata sull'osservazione dei fenomeni naturali, che caratterizzarono il XVI secolo, e in particolare all'importanza che lo studio della botanica, strettamente legata alla materia medica, assunse in quel periodo.
Nel corso dei secoli successivi furono realizzate numerose collezioni di piante essiccate, indicate come horti sicci in contrapposizione ai giardini botanici (horti vivi); queste collezioni rispondevano allo spirito collezionistico che caratterizzò i naturalisti dell'epoca. Sono inoltre testimonianza dei numerosi viaggi compiuti durante le grandi spedizioni svolte in quegli anni dalle più importanti società scientifiche europee per esplorare i nuovi continenti.
Alla fine del '700 a questo spirito collezionistico si sostituisce un criterio più scientifico; le collezioni di piante essiccate diventano per i botanici l'indispensabile strumento di lavoro nello studio della variabilità del mondo vegetale. In questo periodo, infatti, nasce l'esigenza di identificare, nominare e classificare le piante e si gettano le basi per gli studi tassonomici. Questi concetti si rafforzano nel corso dell'ottocento. In Italia l'importanza assunta da questo tipo di collezioni è testimoniata dall'opera di botanici quali Parlatore (1816-1877) e Bertoloni (1775-1869), che utilizzarono i propri erbari nella realizzazione delle rispettive Flore d'Italia. In particolare Parlatore intuì l'importanza di riunire in un'unica struttura le raccolte di piante riguardanti la flora italiana, per consentire agli studiosi di avere un unico Erbario di riferimento e poter così facilitare le loro ricerche. Fondò a questo scopo l'Herbarium Centrale Italicum, museo fiorentino che dal momento della sua fondazione, nel 1842, riceve campioni raccolti in ogni regione d'Italia e che risulta ancora oggi un importante riferimento per lo studio della flora italiana.
Già negli anni '60 del secolo scorso la ripresa degli studi floristici e fitogeografici porta ad un rinnovato interesse per queste collezioni e ad una ripresa delle raccolte. L'Index Herbariorum* quantifica il patrimonio attuale degli erbari mondiali ad un totale di 350.000.000 di campioni, la metà dei quali conservata negli Erbari europei; questa pubblicazione aggiorna periodicamente i dati riguardanti i materiali conservati negli Erbari di tutto il mondo, le principali linee di ricerche seguite e le modalità di contatto.

* THIERS, B. [regolarmente aggiornato]. Index Herbariorum: A global directory of public herbaria and associated staff. New York Botanical Garden's Virtual Herbarium. http://sweetgum.nybg.org/ih/