Breve storia della scuola floristica napoletana

Il documento redatto nel 1778 da Ferdinando IV di Borbone per la fondazione della Reale Accademia di Scienze e Belle Arti recita:
Botanica - Si stabilirà nel pieno vigore il culto di tutta la storia naturale. Le mire principali saranno dirette a scoprire e illustrare quanto si ha di specioso e di utile in materia botanica delle nostre regioni. A questo effetto si faranno intraprendere da persone esperte le debite peregrinazioni per tutte le provincie del Regno.
L'applicazione di questa disposizione sancisce la nascita dell'Orto botanico di Napoli e della scuola di floristica napoletana che si occuperà, da allora in poi, dello studio della flora dell'Italia meridionale.
II padre della scuola floristica napoletana fu Michele TENORE (1780-1861). A lui si deve l'opera di sensibilizzazione svolta presso la corte borbonica che portò alla fondazione dell'Orto botanico e alla realizzazione del progetto di indagine floristica della parte peninsulare del Regno di Napoli. Tra le sue numerosissime opere di floristica le due maggiori, Flora Napolitana (1811-1838) e Sylloge plantarum vascularium florae neapolitanae (1831-1842), risultato di questa ricerca, sono tuttora preziose per quanti si occupano dello studio della flora del meridione.
Nell'erbario dell'Orto Botanico dell'Università di Napoli (Herbarium neapolitanum) e presente una collezione di circa 15.000 saggi di questo illustre botanico che comprende, tra gli altri, i tipi di ciascuna delle entità che egli descrisse nella sua lunga e intensa attività.
Alla scuola del Tenore si formarono diversi importanti floristi che proseguirono l'opera del maestro, dedicandosi all'indagine di poche e ristrette aree. Le due succitate opere tenoreane e quelle dei suoi discepoli riuniscono per le regioni meridionali la massima parte dei dati floristici acquisiti dalla scienza fino a quasi la metà del secolo scorso. Nella Biblioteca dell'Orto Botanico vi è una splendida collezione di acquerelli che riproducono alcune delle specie descritte dai botanici napoletani della scuola tenoreana.
Giovanni GUSSONE (1787-1866), allievo del Tenore, pubblicò, tra l'altro, Plantae rariores (1826), un'indagine sulle coste pugliesi e calabresi, Florae Siculae Prodromus (1827) e Enumeratio Plantarum Vasculariorum in Insula Inarime (1854) sull'isola d'Ischia. Tutte le piante raccolte da questo autore sono riunite in una imponente collezione dell'Herbarium neapolitanum.
Allievo di Gussone fu Nicola TERRACCIANO (1837-1921), che indagò principalmente la Terra di Lavoro, la Basilicata e, per il Napoletano, i Campi Flegrei. Delle piante raccolte durante questo ultimo studio floristico il Terracciano ha lasciato una piccola ma preziosa raccolta di saggi anch'essi custoditi nell'erbario napoletano.
Biagio LONGO (1872-1950), in età giovanile, si occupò di floristica, esplorando alcune zone della Calabria, della Basilicata e del Cilento.
Anche Carlo LACAITA (1853-1933) e Michele GUADAGNO (1878-1930) si occuparono della flora del meridione, descrivendo un buon numero di specie nuove; notevole è Flora Caprearum nova (1931-1932) del Guadagno, valido contributo scientifico alla conoscenza botanica della splendida isola partenopea.
Nello stesso periodo si occupò della flora napoletana, calabrese e lucana Loreto GRANDE (1878-1965), tecnico presso l'Orto Botanico napoletano; a testimonianza della sua opera di esplorazione floristica si conserva presso l'erbario napoletano una collezione di saggi relativa alle piante raccolte sui Monti Tifatini, in Lucania e in altre località dell'Italia centrale e meridionale.
Nel periodo bellico e negli anni successivi la ricerca floristica del meridione fu quasi del tutto abbandonata. È solo a metà degli anni '50 del XX secolo che ripresero gli studi sulla flora campana ad opera di Guido MOGGI, che studiò il monte Alburno (1955). Negli anni sessanta riprese vita la scuola floristica napoletana con un contributo di Giuseppe CAPUTO su alcune isole campane (1961, 1964-65), di Vincenzo LA VALVA e Massimo RICCIARDI su delle isole calabresi e di Benito MORALDO sulla distribuzione del genere Stipa. Questi autori hanno condotto esplorazioni floristiche su diverse aree poco note del territorio campano. In tempi recenti, le conoscenze floristiche si sono ulteriormente ampliate grazie ai contributi di Roberto NAZZARO, Annalisa SANTANGELO, Sandro STRUMIA, Riccardo MOTTI e Antonio CROCE.
Un ulteriore contributo alla conoscenza floristica della Campania è venuto dagli studi sulla distribuzione in questa regione delle orchidee condotti da Nazzaro, Croce e Menale in collaborazione con vari autori.