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I Botanici napoletani nel Periodo Borbonico e l'Herbarium Neapolitanum

Nella prima metà dell'800 l'attività di ricerca nel campo della Botanica di cui i Borbone si fecero promotori, spinti dal grandioso spirito organizzativo di Michele Tenore, fu rivolta soprattutto alle ricerche sulla flora del Regno, fino a quel momento quasi completamente sconosciuta. Alla base di queste ricerche furono i viaggi condotti nelle diverse regioni da Michele Tenore e dai La carta bambaginasuoi numerosi collaboratori, primo tra tutti Giovanni Gussone. Questi studiosi, stipendiati durante il decennio francese dal governo, ma spinti successivamente soltanto dall'amore per le ricerche botaniche, raccolsero piante anche nelle provincie più lontane, inviandole poi al maestro per un più approfondito studio. Tutti i campioni raccolti, essiccati con tecnica semplicissima, sono oggi conservati presso l'Erbario dell'Orto Botanico protetti in "camicie" di carta bambagina, la carta prodotta dalle cartiere della costiera amalfitana, su cui sono visibili ancora oggi le filigrane originali, indicanti le fabbriche di provenienza. I campioni sono conservati nelle collezioni Tenore, Gussone Generale e Gussone Sicilia e sono accompagnati da un cartellino dal quale si possono trarre informazioni sul nome del raccoglitore, sulla data di raccolta e sulla località di provenienza. Si tratta di un totale di 415 fascicoli e più di 100.000 campioni, e le informazioni che li accompagnano sono oggi per la maggior parte inserite in un archivio elettronico. A parte le raccolte dei corrispondenti che inviavano campioni dalle provincie in cui vivevano, è possibile nell'Herbarium Neapolitanum, riconoscere i campioni raccolti da Tenore e Gussone durante le esplorazioni svolte in prima persona per conto della Real Accademia delle Scienze. Durante questi viaggi furono scoperte molte piante ancora non conosciute; i campioni che furono utilizzati per descriverle e attribuire ad esse un nome rappresentano il typus della specie e  hanno un particolare valore scientifico. Attualmente vengono consultati a scopo di ricerca da studiosi di ogni parte del mondo. Nelle collezioni storiche dell'Erbario  sono conservati inoltre i campioni di piante ormai divenute rare o addirittura scomparse dalle localitè in cui era possibile osservarle all'inizio dell'800. È il caso di Ipomoea imperati (Vahl.) Griseb., una pianta legata all'ambiente delle dune litorali, rarissima nel mediterraneo. Di tale specie sono conservati campioni raccolti sulla spiaggia di Bagnoli e sulla spiaggia di San Montano ad Ischia. Altro caso quello di Kochia saxicola Guss., pianta scoperta da Giovanni Gussone durante le sue ricerche sulla flora di Ischia, presente oggi in Italia soltanto in piccole stazioni a Capri e Strombolicchio; di questa specie conserviamo i campioni raccolti ad Ischia, agli scogli di S. Anna. La forte antropizzazione di queste località, a scopo turistico o industriale ha sconvolto l'ambiente tipico di queste piante, provocandone la scomparsa. Gli Erbari di Tenore e Gussone non conservano soltanto esemplari di piante spontanee in Italia. L'attività di Tenore come direttore del Real Orto Botanico lo portò ad essere in contatto con botanici e viaggiatori di ogni parte del mondo e quindi a studiare anche rare specie esotiche. Importante fu inoltre presso la corte borbonica l'attività di Giovanni Gussone. Gussone fu particolarmente caro a Francesco I che alla sua morte lo raccomandò al figlio Ferdinando; come Botanico della Real Casa egli fu sovrintendente dei "Reali Siti". Con questa carica si occupò della gestione dei parchi delle Regge di Portici, Caserta e Capodimonte, e delle riserve di caccia, quali gli Astroni, Persano e S. Silvestro. Durante le visite in questi luoghi per il controllo della loro gestione, Gussone non mancava di raccogliere e studiare le piante osservate, che ancora sono conservate nel suo erbario.